Fresca rosa novella,
piacente primavera,
per prata e per rivera
gaiamente cantando,
5vostro fin presio mando - a la verdura.

     Lo vostro presio fino
in gio' si rinovelli
da grandi e da zitelli
per ciascuno camino;
10e cantin[n]e gli auselli
ciascuno in suo latino
da sera e da matino
su li verdi arbuscelli.
     Tutto lo mondo canti,
15po' che lo tempo vène,
sì come si convene,
vostr'altezza presiata:
ché siete angelicata - crïatura.

     Angelica sembranza
20in voi, donna, riposa:
Dio, quanto aventurosa
fue la mia disïanza!
     Vostra cera gioiosa,
poi che passa e avanza
25natura e costumanza,
ben è mirabil cosa.
     Fra lor le donne dea
vi chiaman, come sète;
tanto adorna parete,
30ch'eo non saccio contare;
e chi poria pensare - oltra natura?

     Oltra natura umana
vostra fina piasenza
fece Dio, per essenza
35che voi foste sovrana:
     per che vostra parvenza
ver' me non sia luntana;
or non mi sia villana
la dolce provedenza!
40E se vi pare oltraggio
ch' ad amarvi sia dato,
non sia da voi blasmato:
ché solo Amor mi sforza,
contra cui non val forza - né misura.

Guido Cavalcanti

GRECO ANTICO

"Mollis illa educatio, quam indulgentiam vocamus, nervos omnis mentis et corporis frangit.Marco fabio Quintiliano, Institutio Oratoria, VIII, 2

"Quell'educazione troppo permissiva, che chiamiamo indulgenza, fiacca tutti gli slanci della mente e tutto il vigore del corpo.